Un passo in avanti in Europa nel trasporto veloce
Il 10 settembre 2025, nel centro di prova di Veendam nei Paesi Bassi, Hardt Hyperloop ha realizzato un test capace di rappresentare una “pietra miliare” per l’uso della tecnologia legato al mondo degli spostamenti e della mobilità.
Il sistema si basa su un tubo sigillato a bassa pressione, quasi sottovuoto, all’interno del quale viaggiano capsule (pod) ad altissima velocità, sperimentando un modello di trasporto futuribile per passeggeri e merci, avvicinandosi alle velocità del trasporto aereo.
Il veicolo sperimentale ha raggiunto 85 km/h, oltre la velocità di progetto indicata a 80 km/h, arrivando, nei primi 140 metri, ad avere anche un’accelerazione pari a 0,3G.
Un test che parla di rete, non di record
Il punto più interessante, però sta in altro, rispetto ai semplici dati avuti. È il cambio di corsia effettuato mentre il veicolo era in movimento, presentato come una “prima volta” in Europa su una tratta di prova.
In un sistema chiuso e ad alta velocità, poter deviare un veicolo senza fermarlo viene indicato come un passaggio decisivo per far funzionare una rete: più capacità, più collegamenti senza interruzioni, alternative in caso di guasti o lavori.
In altre parole, la differenza tra una dimostrazione tecnica e l’idea di un servizio gestibile come un’infrastruttura.
Hyperloop, reso popolare nel 2013 da Elon Musk, è una specie di sistema di capsule che viaggiano in tubi a bassa pressione grazie a levitazione magnetica e controllo automatizzato, con velocità indicate sopra i 1000 km/h.
Tra i benefici attesi su larga scala rientrano una migliore connettività tra città e regioni, la riduzione del traffico stradale con incidenti e congestione, consegne merci più rapide grazie all’automazione e un allineamento con le strategie europee di riduzione delle emissioni.

Promesse e ostacoli tra costi, regole e sicurezza
Se esistono buone prospettive e in questi i primi dati lo confermano, al tempo stesso non mancano i limiti ancora presenti.
Servono grandi investimenti infrastrutturali per costruire le tratte; l’integrazione con le reti esistenti è complessa; la gestione di passeggeri in caso di guasto o emergenza è una criticità. E restano da definire aspetti di sicurezza come affidabilità dei sistemi automatizzati in uso continuativo, norme per scenari d’emergenza, evacuazione rapida e controllo dei rischi.
Sul fronte ambientale, si parla di emissioni “pressoché nulle” durante il funzionamento dei veicoli a levitazione magnetica, a condizione che l’energia utilizzata sia davvero rinnovabile. Per una comparazione credibile, è necessario considerare l’intero ciclo di vita attraverso una valutazione dedicata, includendo costruzione, esercizio e smaltimento delle infrastrutture.
Il test di Veendam viene letto come un segnale forte del ruolo europeo nello sviluppo dell’Hyperloop, con nuove tratte di prova e progettazione di linee commerciali su scala continentale citate come passaggi attesi.
La tecnologia sta avanzando per piccoli “pezzi” verificabili.
La chiave di volta sarà nella gestione del traffico dentro un sistema chiuso, perché sarà lì che un’idea futuristica comincerà a somigliare ad un servizio reale, con responsabilità, regole e standard misurabili.





