Aziende di trasporto, il potere è nei dati
Interoperabilità e condivisione come leva di efficienza
La logistica europea sta attraversando una fase di trasformazione profonda, spinta dalla digitalizzazione, dall’automazione e dalla crescente disponibilità di dati lungo l’intera catena del trasporto.
Infrastrutture fisiche, servizi digitali, nodi intermodali e piattaforme di coordinamento producono ogni giorno una quantità di informazioni senza precedenti, coinvolgendo operatori pubblici e privati, grandi player internazionali e realtà territoriali più piccole.
Sensori, sistemi di tracciamento, strumenti di gestione delle flotte e soluzioni di analisi avanzata promettono maggiore efficienza, sicurezza e sostenibilità.
Eppure, questa abbondanza informativa spesso manca di una traduzione automatica concreta, che possa lavorare in direzione di un miglior funzionamento del sistema logistico nel suo insieme.

Molti dati, poche decisioni operative
Il paradosso è evidente a molti operatori e decisori pubblici: i dati esistono, ma il loro impatto sulle decisioni resta spesso limitato.
In numerosi contesti le informazioni vengono utilizzate soprattutto per rendicontazione o monitoraggio ex post, mentre faticano a diventare uno strumento operativo per orientare le scelte quotidiane e la pianificazione strategica.Il problema principale non è tecnologico, ma strutturale.
I dati sono frammentati, distribuiti su piattaforme chiuse, organizzati secondo logiche proprietarie e difficilmente interoperabili.
Ogni attore tende a ottimizzare il proprio segmento della filiera, mentre il sistema complessivo continua a funzionare in modo disallineato.Questo approccio genera inefficienze che si amplificano lungo la catena e si manifestano sotto forma di congestione, ritardi, utilizzo non ottimale delle infrastrutture e scarsa capacità di risposta agli eventi imprevisti.
Le crisi degli ultimi anni hanno mostrato con chiarezza che le catene logistiche più fragili non erano necessariamente le meno digitalizzate, ma quelle incapaci di condividere informazioni in modo tempestivo e affidabile.
Trasformare le informazioni in scelte coordinate
In questo contesto emerge un’esigenza condivisa da operatori, amministrazioni e policy maker: spostare l’attenzione dalla semplice raccolta dei dati alla loro capacità di generare azioni concrete.
Il valore va oltre i semplici dati in sé, ma nella possibilità di trasformarli in decisioni operative, pianificazione strategica e coordinamento su scala territoriale.
Per farlo è necessario ripensare il modo in cui i sistemi digitali della logistica vengono progettati e governati.
Le soluzioni verticali possono funzionare bene all’interno di singole organizzazioni, ma mostrano rapidamente i loro limiti quando devono dialogare con altri sistemi, altre modalità di trasporto e altri livelli di governo.

In questo scenario, standard comuni e interoperabilità diventano una necessità operativa.
La possibilità di integrare informazioni provenienti da più fonti consente di individuare colli di bottiglia, anticipare congestioni, ottimizzare l’uso degli asset esistenti e migliorare la resilienza complessiva del sistema.Tuttavia, questa trasformazione deve anche considerare le competenze acquisite, le capacità istituzionali e i modelli di governance adeguati. Senza la capacità di interpretare i dati e tradurli in decisioni coerenti, il rischio è accumulare informazioni senza produrre benefici strutturali per i territori.
La sfida europea deve quindi andare oltre la semplice raccolta dei dati. Deve andare a creare le condizioni affinché le idee e le innovazioni possano circolare, essere comprese e diventare scelte coordinate e misurabili attraverso azioni concrete.
Fonte: https://openlogisticsfoundation.org/from-datato-action/




