loader image

La Sharing Mobility torna a crescere: +41% nel 2022 per un totale di 49 milioni di viaggi. Tutti i dati del settimo Rapporto nazionale

Sharing Mobility Dati OSSERVATORIO

La Sharing Mobility torna a crescere: +41% nel 2022 per un totale di 49 milioni di viaggi. Tutti i dati del settimo Rapporto nazionale

Nel 2022 la sharing mobility torna a crescere dopo lo stop degli anni precedenti causato dalla Pandemia. A rivelarlo sono i dati del settimo Rapporto nazionale sulla sharing mobility presentato a inizio ottobre in occasione della conferenza “LESSCARS: decarbonization of urban mobility” organizzata dall’Osservatorio Nazionale della Sharing Mobility, promosso dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile presso la sede di Cassa Depositi e Prestiti.

Secondo i dati presentati, infatti, lo scorso anno il numero di noleggi totali nel vehiclesharing è cresciuto del 41% rispetto al 2021 per un totale di circa 49 milioni di viaggi. In aumento anche il numero di servizi attivi nelle città italiane, passati dai 190 del 2021 ai 211 del 2022, mentre il numero di mezzi a disposizione degli utenti di sharing mobility è salito da 89 mila a 113 mila.

Per quanto riguarda invece il fatturato complessivo generato dal settore del vehicle sharing in Italia si sono superati i 178 milioni di euro nel 2022, registrando un incremento del 38% rispetto al 2021. Per i settori del monopattino-sharing, del carsharing station-based e del bikesharing free-floating, si stima addirittura un incremento del fatturato tra il 2021 e il 2022 pari rispettivamente al +48%, +72% e +95%.

LO STATO DELL’ARTE DELLE CITTÀ ITALIANE

Per quanto riguarda lo stato dell’arte nelle città italiane, i segnali sono quindi incoraggianti: nel 2022 si registrano infatti 67 Comuni capoluoghi di Provincia in cui è attivo un servizio di vehiclesharing. Tuttavia, la distanza tra città del nord e resto d’Italia resta ancora marcata. Analizzando il livello di copertura delle città capoluogo con servizi di sharing, il 77% risultano essere comuni del settentrione, 50% al centro Italia e 48% nel sud Italia e nelle isole, che hanno però recuperato 15 punti percentuali nel giro di soli 3 anni.

Come anticipato, Milano si conferma la capitale della sharing mobility italiana, sia dal punto di vista della domanda che dell’offerta di servizi, con 14,8 milioni di noleggi complessivi e 30.700 veicoli a disposizione degli utenti. Si classifica inoltre al terzo posto in Europa per incremento della micromobilità in sharing nel 2023 (+21%), preceduta da Berlino (1 milione e 700 mila noleggi – +306%) e Barcellona (+44%).

In Italia, la seconda città è Roma, con 12 milioni di noleggi e 29.300 mezzi della flotta in sharing.

CRESCE IL NUMERO DI MEZZI GREEN A DISPOSIZIONE DEGLI UTENTI

Sono oltre 43 milioni (su un totale, lo ricordiamo, di circa 49 milioni di viaggi) i viaggi effettuati utilizzando mezzi green, quali biciclette, scooter e monopattini elettrici. In particolare, il bikesharing free-floating è cresciuto del 108% nel 2022 rispetto al 2021; lo scootersharing elettrico del 42%; i noleggi di monopattini elettrici (per i quali si registra anche un calo dell’incidentalità) del 39% e, infine, il bike sharing station based del 24%.

Non da meno il dato sulle flotte: il 95% della flotta in sharing è a zero emissioni con un totale di 107 mila veicoli leggeri, poco ingombranti e green, che permettono ai cittadini di spostarsi in maniera più veloce e contribuiscono a una maggiore sostenibilità.

“Un dato negativo, però – riporta la relazione dell’Osservatorio – è la riduzione dell’offerta di servizi di scootersharing verificatasi a cavallo del 2023, che in Italia ha portato all’abbandono del mercato da parte di alcuni importanti player internazionali, la conseguente diminuzione del 45% nel numero di veicoli e la chiusura di 12 servizi su 22”.

In generale, l’Osservatorio Nazionale della Sharing Mobility rilevata quindi uno scenario positivo per quanto riguarda la decarbonizzazione dei trasporti: nell’arco di sette anni si dovrebbe infatti verificare un consistente ampliamento della quota di auto elettriche già previsto nel Piano Nazionale Energia e Clima (6,6 milioni di elettriche e ibride plug-in entro il 2030) e la riduzione del tasso di motorizzazione privato già prevista nella Long Term Strategy Italiana, cioè 4,5 milioni di auto in meno nel 2030 rispetto ad oggi (circa 600 auto ogni 1000 abitanti, la stessa flotta del 2007, contro le 683 di oggi). Questo scenario, con un incremento del 30% dell’offerta di trasporto pubblico e di sharing mobility, porterebbe ad una riduzione di 18 Milioni di tonnellate di gas serra (più della metà di quello che deve fare l’intero settore trasporti).

COME CAMBIA IL CARSHARING

Le statistiche 2022 sulla domanda di carsharing free-floating confermano un cambiamento strutturale in atto nel settore: la percorrenza media del noleggio è passata dai 7,4 km/noleggio del 2019 ai 12,2 del 2022, mentre la durata media del noleggio è addirittura triplicata, passando da 32 minuti/noleggio a 109 minuti/noleggio. Tutto ciò a fronte del numero di viaggi che nel 2022 si attesta a circa 6,1 milioni, in leggera crescita rispetto al 2021 (+7%), ma ancora molto al di sotto dei livelli del 2019 (-50%).

Un trend che conferma una trasformazione nel modello di business del servizio che si rivolge oggi a segmenti di utenza della sharing mobility diversi rispetto al passato, più orientati agli spostamenti medio-lunghi. Occorre sottolineare, però, che uno degli aspetti più critici nel 2022 è stata la riduzione del numero di veicoli, passati dalle 5.400 auto del 2021 alle 4.600 auto del 2022.

AVANZA UNA NUOVA FORMA DI SHARING: L’ AUTOBUS A CHIAMATA DIGITALE

Infine, il Rapporto dell’Osservatorio Nazionale include un approfondimento sui servizi di DRT – Demand Responsive Transit, cioè i servizi di autobus e miniautobus su chiamata, operativi tramite piattaforme digitali e applicazioni online. Questi servizi hanno il potenziale di ottimizzare l’incontro tra domanda e offerta, offrendo soluzioni più dinamiche e flessibili in termini di percorsi e orari per gli utenti.

Dallo studio emerge infatti che tutte le maggiori piattaforme digitali operative nel settore a livello internazionale sono ora presenti anche in Italia e tra gli operatori di trasporto che hanno avviato servizi e sperimentazioni del DRT ci sono grandi aziende e attori di primo livello del trasporto pubblico italiano. Dal punto di vista operativo, è interessante notare che il 65% dei servizi è destinato a servire aree a domanda debole, andando ad integrare i servizi di linea tradizionali.

Il rapporto integrale è disponibile online sul sito web dell’Osservatorio Nazionale Sharing Mobility. Clicca qui.