AI operativa nell’11% delle imprese. Un ritardo che costa efficienza
La trasformazione digitale nella logistica italiana procede con lentezza.
Secondo quanto riportato su Il T Quotidiano del 13 febbraio 2026, il 70% delle aziende utilizza ancora Excel per la gestione logistica e il 75% difetta di una vera e profonda transizione digitale strutturata.
Ancora più significativo è il dato sull’intelligenza artificiale: soltanto l’11% delle imprese le ha attribuito un ruolo operativo.
Il quadro emerge durante un incontro promosso da Confindustria Trento dedicato proprio al ruolo dell’intelligenza artificiale nella logistica aziendale.
In un contesto segnato da instabilità geopolitica e dagli effetti della pandemia, la gestione delle catene di fornitura richiede strumenti capaci di anticipare criticità e variazioni della domanda.
È qui che si inserisce il concetto di intelligenza artificiale predittiva: sistemi in grado di analizzare dati in tempo reale per prevedere problemi e anticipare le richieste del mercato.

Dalla gestione reattiva alla gestione anticipatoria
Secondo quanto emerso nel confronto, l’AI predittiva permette un cambio di approccio: da una logica passiva, orientata a risolvere problemi quando si manifestano, verso una gestione capace di anticipare e pianificare.
Questo passaggio risulta particolarmente rilevante in un settore caratterizzato da forte volatilità della domanda, una delle principali sfide per le imprese di trasporto e logistica.
Elementi come la riduzione delle tempistiche, il contenimento dei costi e la diminuzione delle emissioni di anidride carbonica sono indicati come effetti concreti dell’adozione dell’intelligenza artificiale nella logistica.
L’innovazione, quindi, se da una parte va ad operare sull’efficienza operativa, dall’altra parte incide anche sugli obiettivi ambientali.
Pressione ambientale e obblighi di trasparenza
Dagli ultimi dati riguardanti gli ultimi dati di settore emerge che quello riguardante il mondo dei trasporti sia responsabile ad oggi del 25% delle emissioni totali dell’Unione europea, mentre il trasporto su strada rappresenti oltre il 70% delle emissioni del comparto.
In questo scenario, la Corporate Sustainability Reporting Directive impone maggiore trasparenza sulle emissioni e sugli impatti lungo la supply chain, trasformando la sostenibilità in un parametro misurabile e verificabile.
Per le aziende di trasporto, questo significa che la digitalizzazione passi dall’essere una possibilità ad una scelta tecnologica, grazie anche a delle condizioni che ne continuino a garantire la tracciabilità, il controllo e la conformità normativa.
L’intelligenza artificiale, applicata in modo mirato, può supportare questo processo offrendo strumenti di analisi e previsione capaci di migliorare la qualità delle decisioni.
Il divario attuale tra potenzialità tecnologica e adozione reale rappresenta quindi un nodo strategico per il settore.
Per i manager della logistica, comprendere questa transizione significa interrogarsi sugli strumenti da adottare, ma anche sul modello organizzativo necessario per passare da una gestione basata su fogli di calcolo a sistemi in grado di leggere il mercato e reagire con maggiore lucidità.

Fonte: l T Quotidiano, “Intelligenza artificiale e logistica: solo l’11% delle aziende le attribuisce un ruolo operativo”, 13 febbraio 2026




