Piani Urbani per la Mobilità Sostenibile: Trieste punta sulla logistica urbana per l’efficientamento del sistema portuale

Oggi, il 74% della popolazione europea vive in centri urbani: i cittadini europei effettuano dai 15 ai 20 spostamenti a settimana e la mobilità urbana è responsabile del 40% delle emissioni di CO2 del trasporto stradale e fino al 70% di altri inquinanti emessi dal settore dei trasporti.

Con il Libro Bianco dei Trasporti, la Commissione Europea ha stabilito le linee prioritarie finalizzate a ridurre del 60% le emissioni di gas serra derivanti dai trasporti, rispetto ai livelli del 1990. Per raggiungere gli obiettivi europei, le città sono incoraggiate a dotarsi di strumenti di pianificazione che razionalizzino gli spostamenti in area urbana in un’ottica integrata e sostenibile mantenendo l’attenzione al soddisfacimento delle esigenze di mobilità dei cittadini e delle merci, in continua evoluzione.

Che cosa è un PUMS

Con un decreto del 4 agosto 2017, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha stabilito che tutte le città metropolitane, gli enti di area vasta ed i comuni singoli e aggregati superiori a 100.000 abitanti devono dotarsi di un Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile (PUMS).

Il PUMS è uno strumento di pianificazione strategica con orizzonte a medio-lungo termine (10 anni) con una visione di sistema della mobilità urbana. L’obiettivo generale è quello di migliorare in maniera significativa l’accessibilità alle aree urbane attraverso l’adozione di sistemi di mobilità e trasporti sostenibili, migliorando anche la fruibilità dello spazio pubblico.

Gli elementi fondamentali di un PUMS sono:

  • Integrazione: recepisce gli strumenti normativi vigenti, come ad esempio il Piano Urbano del Traffico (PUT), integrandoli e ampliandoli.
  • Partecipazione: prevede sempre il coinvolgimento degli stakeholder e di tutti i portatori di interesse.
  • Valutazione: prevede una periodica attività di monitoraggio e valutazione dell’efficacia delle azioni.

Il PUMS di Trieste

Il comune di Trieste ha aderito al progetto europeo CIVITAS PORTIS (nell’ambito del programma HORIZON 2020) che intende definire, testare e valutare una serie integrata di misure innovative di mobilità sostenibile che mirano a risolvere i problemi delle città portuali in Europa. Tra le attività tecniche facenti parte del suddetto progetto rientra la necessità, di dotarsi di un Piano Urbano della Mobilità Sostenibile.

I principali obiettivi del PUMS di Trieste sono:

  1. soddisfacimento dei fabbisogni di mobilità migliorando l’accessibilità ai sistemi di trasporto privato e collettivo
  2. la riduzione dell’inquinamento atmosferico (CO2, NOx, benzene, polveri sottili, etc.) nonché del rumore derivante dal traffico, per migliorare la qualità e la vivibilità dell’ambiente urbano
  3. riduzione dei consumi energetici
  4. aumento della sicurezza della circolazione stradale
  5. la minimizzazione dell’impatto dell’uso individuale dell’automobile privata e la moderazione del traffico
  6. miglioramento della qualità dei servizi a supporto della mobilità ottimizzando tempi di spostamento attraverso l’integrazione tra tutti i modi di trasporto sia individuali che collettivi e la riduzione della congestione
  7. l’aumento della percentuale di cittadini trasportati dai sistemi collettivi, anche con servizi flessibili di TPL (servizi a chiamata per zone/itinerari a domanda debole) e soluzioni di car-pooling, carsharing, taxi collettivi, ecc.)
  8. l’incentivo all’uso di mezzi alternativi di trasporto con impatto ambientale più ridotto possibile
  9. la razionalizzazione del sistema di trasporto merci

La logistica urbana e intermodalità a Trieste e il contributo di FIT Consulting

Uno degli obiettivi del PUMS di Trieste è la razionalizzazione del sistema di distribuzione urbana delle merci al fine di migliorarne l’efficienza e di ridurne l’incidenza dal punto di vista ambientale in riferimento sia alla distribuzione di merci interna alla città, sia nei collegamenti tra città e porto. Quello di Trieste è infatti il porto ferroviario più importante del Sud Europa (Oltre 200 treni a settimana collegano Trieste con le aree produttive ed industriali del Nord-Est italiano e del Centro Europa), primo scalo cargo in Italia, crocevia di assi strategici TEN-T delle “Autostrade del mare del Mediterraneo orientale” e dei corridoi europei Adriatico-Baltico e Mediterraneo, nonché principale porta di ingresso all’Europa centro-orientale delle merci provenienti dall’Oriente, in particolare dalla Cina.

All’interno di questo contesto, l’importante compito di FIT Consulting, mettendo a frutto l’esperienza ventennale acquisita nell’ambito della city logistic, è quello di mettere in campo gli strumenti e le azioni atte a raggiungere un’armoniosa “convivenza” delle due anime di Trieste, quella portuale e quella urbana, finalizzata a:

  • agevolare l’accessibilità e gli spostamenti delle merci diretti o originanti dal porto favoriti (o all’interno) da un contesto in cui, con la firma di un Memorandum of Understanding con la Cina, il porto Trieste, insieme a quello di Genova, sono stati individuati come nodi strategici della Via della Seta. Per raggiungere lo scopo, l’Autorità Portuale ha investito circa un miliardo di euro per l’estensione dei moli merci e nuovi terminal Ro-Ro.
  • garantire una distribuzione urbana delle merci efficiente che valorizzi e accresca la vitalità del tessuto economico e sociale del centro urbano e che tenga conto dell’affermazione della logica di mercato del just-in-time e della diffusione dell’e-commerce, che necessitano sempre più di consegne dirette al consumatore finale.