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Trasporti, le emissioni aumentano invece che diminuire. Presentato il Rapporto ISPRA 2024

Trasporti ISPRA

Trasporti, le emissioni aumentano invece che diminuire. Presentato il Rapporto ISPRA 2024

Cattive notizie per la mobilità sostenibile in Italia. Le emissioni derivate dal settore dei trasporti continuano ad aumentare: dal 1990 al 2022 si è registrato un +7%, valore in controtendenza rispetto a quelli di tutti gli altri settori economici che al contrario registrano marcate riduzioni, ad eccezione dei rifiuti.

Sono i dati ufficiali di ISPRA, emersi dall’ultima edizione del Rapporto ISPRA “Le emissioni di gas serra in Italia. Obiettivi di riduzione al 2030”, che fornisce il quadro emissivo nazionale e una valutazione dell’andamento delle emissioni di gas serra.

I trasporti, infatti, sarebbero responsabili del 26% delle emissioni di CO2 totali a livello nazionale. Per oltre il 90% dipendono dal trasporto stradale.

Ma perché il settore dei trasporti – nonostante tutto – inquina ancora così tanto? Nei numeri riportati nel rapporto ISPRA è possibile individuare una prima risposta.

Nel 2022 si stima che oltre l’85% delle percorrenze totali delle auto sia stato effettuato da veicoli ad alimentazione tradizionale. In particolare, il 27% da auto a benzina e il 59% da auto a gasolio, mentre il 7% è stato effettuato da auto a GPL e il 2% da auto a gas naturale.

Per quanto riguarda l’elettrico e l’ibrido, il rapporto registra che il 4% dei viaggi è stato effettuato da auto ad alimentazione ibrida benzina-elettrico, lo 0.8% da alimentazione ibrida gasolio-elettrico, e solo lo 0,3% da autovetture completamente elettriche.

Il settore dei trasporti, però, non è l’unico a registrare un aumento delle emissioni: i settori della produzione di energia, residenziale e dell’industria manufatturiera sono, nel periodo di riferimento, quelli che contribuiscono a circa la metà delle emissioni nazionali di gas climalteranti. Nell’ordine, 23%, 18% e 13%.

Inoltre, anche per quanto riguarda gli obiettivi nazionali stabiliti dal regolamento Effort Sharing (che prevede una riduzione del 43.7% rispetto al 2005 delle emissioni prodotte da trasporti, residenziale –  cioè riscaldamento degli edifici – agricoltura, rifiuti e industria non-Emission Trading System), la mancata diminuzione delle emissioni di trasporti e del residenziale ha portato a un progressivo avvicinamento dei livelli emissivi italiani ai tetti massimi consentiti, fino al loro superamento registrato sia nel 2021 (4,6 MtCO2 equivalente) che nel 2022 (5,5 MtCO2 eq).

Non andrà meglio con i dati disponibili dal prossimo anno: le stime preliminari del 2023, pur osservando un calo delle emissioni totali di circa 26 MtCO2eq (- 6.2% del totale), segnano il superamento del limite consentito (12,9 MtCO2eq). Tale risultato è principalmente dovuto all’assenza di riduzione delle emissioni di gas serra provenienti dai trasporti stradali che, nonostante le direttive europee, procedono costanti sui livelli emissivi elevati del 2014 portando quindi al superamento del tetto massimo.

 

Fonte: ISPRA