L’Europa scommette 100 milioni di euro per colmare il divario tra innovazione e mercato
L’Europa produce ricerca di livello mondiale sulla mobilità connessa e automatizzata. Trasformare quella ricerca in veicoli su strada, servizi sul mercato e impatto misurabile sulle emissioni è tutt’altra questione. Questo divario tra capacità innovativa e diffusione commerciale è esattamente ciò che tre nuovi topic di Horizon Europe intendono affrontare.
I topic rientrano nel bando HORIZON-CL5-2026-10, la cui apertura è prevista per il 4 giugno con scadenza per le proposte l’8 ottobre 2026. L’obiettivo è la mobilità cooperativa, connessa e automatizzata (CCAM), nell’ambito del programma di lavoro 2026-2027.
Perché l’Europa accelera
Il trasporto su strada è responsabile di circa un quarto delle emissioni totali di gas serra dell’UE. Raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 richiederà più leve tecnologiche in azione contemporaneamente: elettrificazione dei veicoli, sviluppo delle batterie e integrazione di sistemi connessi e automatizzati nel traffico reale.
La Commissione Europea e tre partnership chiave nel trasporto su strada (EGVIA for2Zero, la CCAM Association e Batteries Europe) hanno formalizzato questo impegno attraverso un Memorandum of Understanding finalizzato a posizionare l’UE come leader nella mobilità sostenibile e intelligente entro il 2035. Il problema è che altre regioni si muovono più velocemente. L’Europa ha solide basi accademiche e un’attività brevettuale significativa nel campo CCAM, ma resta indietro rispetto a Cina e Stati Uniti quando si tratta di implementazione su larga scala.
Questa tensione è stata uno dei temi centrali della Road Transport Research Conference 2026, tenutasi a Bruxelles lo scorso febbraio. L’evento ha riunito le comunità CCAM, 2Zero e Batt4EU, evidenziando ostacoli comuni: pressione sui costi, incertezza geopolitica e la persistente difficoltà dell’UE nell’estrarre valore misurabile dai propri risultati di ricerca. Una delle risposte concrete discusse è stata la creazione di un test bed transfrontaliero per l’integrazione delle tecnologie CCAM in grandi flotte di veicoli pesanti in otto Stati membri, supportato da regulatory sandbox per l’armonizzazione normativa tra Paesi.
Il flagship: 100 milioni di euro per una singola proposta
L’elemento centrale del bando 2026 è il progetto flagship CCAM (HORIZON-CL5-2026-10-D6-01). La dimensione è senza precedenti per questo settore: 100 milioni di euro destinati a un’unica proposta, un salto significativo rispetto ai 15-20 milioni tipici dei progetti CCAM.
L’obiettivo è un pilota su larga scala in condizioni reali, per dimostrare soluzioni di mobilità connessa e automatizzata a livelli di maturità tecnologica (TRL) 7 e 8. I casi d’uso sono organizzati intorno a tre pilastri: mobilità individuale in contesti urbani, suburbani, autostradali e rurali; mobilità condivisa e trasporto pubblico con focus su sicurezza, accessibilità e modelli di business sostenibili; trasporto merci e logistica, con validazione di casi d’uso end-to-end e compatibilità con applicazioni di mobilità multimodale.
Questo terzo pilastro è particolarmente rilevante per il settore logistico. Le operazioni di trasporto merci automatizzato rappresentano una delle aree in cui le tecnologie CCAM potrebbero produrre i benefici operativi e ambientali più tangibili. Validare queste soluzioni a TRL 7-8 in condizioni operative reali segnerebbe un passo avanti significativo rispetto ai test in ambienti controllati che hanno caratterizzato la maggior parte dei progetti fino ad oggi.
Cosa succede ora
Per un progetto di questa portata, la tecnologia da sola non determinerà il successo. Le proposte dovranno rappresentare l’intero ecosistema CCAM: sviluppatori privati, OEM, autorità pubbliche, operatori del trasporto, municipalità, istituzioni di ricerca, PMI, start-up ed esperti di scienze sociali. Le organizzazioni interessate a questo bando dovrebbero connettersi con iniziative già in corso attraverso reti come ECAVA, EARPA, ERTICO, la CCAM Partnership o il progetto CCAMbassador, dove i consorzi stanno probabilmente già prendendo forma.
Accanto al flagship, due ulteriori topic affrontano ambiti meno maturi. Il primo (HORIZON-CL5-2026-10-D6-02) si concentra sulla competizione geopolitica e la resilienza socioeconomica, confrontando la posizione dell’Europa con quella di altre regioni. Il secondo (HORIZON-CL5-2026-10-D6-03) riguarda l’intelligenza artificiale generativa applicata alla CCAM, con priorità alla percezione ambientale sicura e al processo decisionale. Entrambi richiederanno approcci multi-attore e contributi da esperti di scienze sociali.
Il messaggio da Bruxelles è chiaro: l’ecosistema CCAM europeo ha le competenze. Ciò che serve ora è dimostrare che funzionano su strade vere, con operatori veri, su scala reale.
Fonte: https://www.zabala.eu/news/europe-wants-to-bring-cooperative-connected-and-automated-mobility-to-market/




