Applicazioni reali, regole chiare e player in crescita
La logistica europea sta cambiando volto grazie ai droni. Da tecnologia sperimentale a strumento operativo, i velivoli a pilotaggio remoto stanno diventando parte integrante delle strategie urbane e industriali. Un cambiamento favorito dai progressi tecnici e dalle nuove regole introdotte dall’Agenzia europea per la sicurezza aerea (EASA).
Negli ultimi anni diversi progetti hanno dimostrato che i droni possono ridurre tempi e costi, rendendo i trasporti più sostenibili. In ambito sanitario vengono già utilizzati per consegnare farmaci urgenti e campioni biologici tra ospedali, come nel caso di Wing, che ha avviato consegne mediche tra due ospedali di Londra, e di Helicus, che conduce voli sperimentali tra strutture ospedaliere nell’ambito del progetto SESAR SAFIR-Ready.
Nei porti e nelle aree industriali, come nel porto di Anversa, i droni trasportano campioni petrolchimici riducendo tempi e emissioni rispetto al trasporto tradizionale. Nel settore consumer, Manna ha condotto oltre 165.000 voli in Irlanda per consegne di beni e prodotti alimentari, mentre Amazon sta testando consegne in Italia.
La regolamentazione europea ha definito tre categorie operative (Open, Specific e Certified), che stabiliscono requisiti di sicurezza e modalità d’impiego. È il passaggio che consente di andare oltre i test isolati e integrare i droni nei sistemi logistici.
Le sfide non mancano: garantire la sicurezza dello spazio aereo, sviluppare infrastrutture digitali per il traffico dei droni (UTM) e ottenere la fiducia delle comunità locali. Ma logistica mondiale si sta già trasformando grazie ai droni, con consegne più rapide, sostenibili e sempre più vicine ai bisogni reali delle città, come dimostrano le mosse di grandi player come Amazon, insieme a start-up europee come Dronamics, Helicus e Wing, che stanno investendo in soluzioni dedicate.




